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25 February Gravity of love - Enigma "O Fortuna ![]() velut Luna" ![]() ("O Fortune like the Moon") Turn around and smell what you don't see ![]() Close your eyes ... it is so clear ![]() Here's the mirror, behind there is a screen ![]() On both ways you can get in ![]()
1000 Oceans - Tokio Hotel ![]() I follow every breath into the night The winds are cold I carry your picture deep in me Back to you of a 1000 seas Back to us Don't you lose your trust and your belief Just trust me We have to go a 1000 Oceans wide We'll be free to live our lives And one day we'll look back with no regrets 1000 Oceans wide Passing by Please don't drift away from me 1000 times against an endless tide Then we'll be free Please don't drift away from me 1000 Oceans wide... stupendissimamente stupenda!!!
tokio hotel![]() ![]() 23 February Don't Jump - Tokio HotelOn top of the roof The air is so cold And so calm I say your name is silence You don’t want To hear it right now
The eyes of the city Are counting the tears Falling down Each one a promise Of everything You never found
I scream in to the night for you……don’t make it true Don’t jump….the lights they won’t guide you through They’re deceiving you……don’t jump Don’t let memories go……..of me and you The world is down there out of view ………….please don’t jump
You open your eyes But you can’t remember what for The snow falls quietly You just can’t feel it no more
Somewhere out there You lost yourself in your pain You dream of the end To start all over again
I scream in to the night for you……don’t make it true Don’t jump….the lights they won’t guide you through They’re deceiving you……don’t jump Don’t let memories go……..of me and you The world is down there out of view ………….please don’t jump
I don’t know how long I don’t know how long I can hold you-so strong Just take my hand And give it a change don’t jump
I scream into the night for you……don’t make it true Don’t jump….the lights they won’t guide you through They’re deceiving you……don’t jump Don’t let memories go……..of me and you The world is down there out of view ………….please don’t jump
...Don't jump... And if all that can't hold you back... I'LL JUMP FOR YOU...
20 February L'alberoDall'alto della mia folta chioma vedo ogni giorno passare mille ragazzi, che lasciano inciso ro nomi sulla mia vecchia corteccia.
Ricordo il dolore che mi ha causato la storia di Alex, incidendo il suo nome a quello di Niki, chiusi in un cuore. Ma anche la sofferenza in dolore.
E ricordo la tua dolcezza Mia, che amavi Tom. Me l'ha scritto col rossetto per non farmi del male. Sembra un marinaio con mille tatuaggi, pieno di storie; seto la guerra, anche se l'amore ha qualche battaglia, prima di diventare un'alba tropicale.
Forse un giorno, questi ragazzi non ricorderanno più di essersi lasciati o di aver pianto poggati al mio tronco, ma, io, porterò per sempre nel cuore
le loro PICCOLE GRANDI STORIE D'AMORE!
sailor moon"...svegliarsi la mattina con i primi raggi di sole, sento la mamma ke grida dal corridoio: "alzati, Bunny, è ora" e io mezza addormentata ke rispondo: "ancora 5 minuti".
Correre come la disperata, senza nemmeno aver fatto colazione, per prendere l'autobus. Arrivare in ritardo, entrare in classe, essere cosretta ad andare in presidenza. Studiare, studiare, e poi prendere brutti voti, e dopo le lezioni, andare con le amike a prendere un gelato, guardare con occhi estasiati le vetrine dei negozi del centro.
è quetsa la vita che voglio, voglio una vita così. Sono queste le piccole cose che mi rendono felice..."
The end 08 February capitoli 12 13Capitolo 12 La voce di mio padre che urla il mio nome da giù, mi fa svegliare di soprassalto. Scendo dalla finestra e inizio a scuotere Tom per svegliarlo. -Tom, Tom, Tooom! …Tom, svegliati, per favore.- -Eddai, Mia, lasciami stare, è ancora presto, lasciami dormire un altro po’ che ho sonno!- Mi fa lui con voce assonnata. -Tomi, ti prego, alzati!- Apre gli occhi, ma non li tiene del tutto aperti, anzi li ha socchiusi. -Ma perché?- -Devi andare via!- -Perché, scusa?- -Come perché?! Tomi, non sta bene la tua presenza qui!- -Ah sì? E perché? Non mi pare che abbiamo fatto qualcosa di male.- -Vallo a spiegare a mio padre.- -In che senso? Che vuoi dire?- -Tomi, siamo in intimo tutti e due. Secondo te, cosa potrebbe pensare mio padre?- -Mia, guarda, che io non faccio mai sesso vestito!- -Imbecille! Ok, o te ne vai subito da solo oppure ti butto giù!- -Ok, me ne vado, ma c’è un piccolo problema.- -Quale?- -Come me ne vado?- -Ti faccio uscire dal cancello affianco al garage.- -Ok! …Ma non me lo dai il bacio del buongiorno?- Non ho neanche il tempo di nascondere le sigarette, che sento aprire la porta. Faccio scendere Tom dalla finestra e lo spingo nell’armadio, dandogli le mie sigarette, il suo cappello e la sua fascia. Lui cerca di fare resistenza, ma non ci riesce. Non faccio in tempo a chiudere tutt’e due le ante dell’armadio che papà sta arrivando qui. Lascio quella di destra aperta. -Mia, ti sto cercando da molto tempo, perché non mi rispondi?- -Scusa, papà.- -Ma cosa ci fai qui già a quest’ora?- -Non riuscivo a dormire.- Oddio, ti prego fa che non si accorga dell’anta. Ti prego, Dio, aiutami! -Ma non hai freddo stando solo con quelle culottes e canottiera?- Ora che gli rispondo? Dì la verità, no? -Ehm… Abbastanza!- Tom mi dà un piccolo colpetto sulla gamba. Io mi agito. Papà ancora non se ne va, anzi attacca a parlare. Ma perché ha sempre tanta voglia di parlare? Mi chiede se mi è piaciuta la festa di ieri sera, se mi sono divertita, se mi ha fatto piacere che ci fossero anche i Tokio Hotel. Tom continua ad infastidirmi e di conseguenza mi fa agitare. Sento che ride, spero che papà non lo senta. Se papà lo scopre, giuro che oggi commetto un omicidio, lo ammazzo. Già immagino domani su tutti i quotidiani: “Ragazza appena diciottenne uccide il chitarrista dei Tokio Hotel, perché lui si è fatto scoprire dal padre che era a casa sua!”. Oddio, ora papà se ne accorge, ne sono sicura. Ti prego, papà, va’ via, ti prego va’ via! Papà decide di tornare giù, Oddio, ti ringrazio! -Mia, muoviti, che la colazione è quasi pronta.- Mi dice, avviandosi verso le scale. Oddio, ti ringrazio! Grazie mille per avermi salvata. -Etchiù!- Mi giro di scatto verso Tom. Oddio, non farmi questo, ti prego. -Proprio ora dovevi starnutire? Quando se n’era andato mio padre no?- Dico a Tom, cercando di parlare con la voce più bassa che posso. Tom mi guarda un po’ dispiaciuto. Poi mi giro verso mio padre, noto che lui guarda me. -Mia, ma con chi parli? Hai starnutito tu? C’è qualcuno qui?- Ora cosa gli dico? Dì sì, dì sì! Mannaggia a me quando stanotte ho chiesto a Tom di venire da me! anche se c’è stata una cosa positiva nel farlo venire. -No, papà, ma che dici? Sono da sola. E poi lo sai bene che a me la polvere dà fastidio e mi fa starnutire.- Faccio un finto starnuto. -Visto?- Mi guarda per un po’ con la faccia di chi non sa se credermi o no, poi inizia ad incamminarsi di nuovo verso le scale. Mi giro verso Tom e lo guardo male. Prima di parlare aspetto che la porta si richiuda. Chiudo gli occhi sollevata, poi li riapro. Tom inizia a ridere. Ma che cazzo ha da ridere, io non lo so. -Se non mi è venuto un infarto ora, non mi verrà mai più.- Gli dico. Lui continua a ridere. Poi apre l’altra anta, mi prende la mano e mi attira a sé. Mi stringe forte e inizia a baciarmi. Ci baciamo per un po’, poi decido che è il momento di staccarsi. -Tomi, dai, basta. Potrebbe arrivare qualcuno da un momento all’altro.- -Chissenefrega! Ora voglio solo baciarti.- Mi dà dei piccoli baci sulla bocca. -Tomi, ti prego!- Tom sbuffa. -Io scendo giù a prendere le chiavi, te aspettami qui, ok?- -Ok!- Ci diamo un altro bacio a timbro e subito dopo corro alle scale. Le scendo velocemente. Prendo la chiave dal posto in cui la lasciamo sempre, in modo che se uno di noi si dovesse chiudere fuori quando non c’è nessuno. Apro velocemente la porta e corro nell’ingresso. Prendo le chiavi e ritorno alle scale. Lascio la porta aperta e salgo le scale, ancora una volta, velocemente. Trovo Tom seduto sul divanetto. Vado da lui, gli prendo la mano e lo trascino con me. scendiamo velocemente le scale e, in me che non si dica, ci troviamo davanti al cancello. Gli tolgo il lucchetto e apro il cancello. Lo spingo fuori e gli stampo un bacio in faccia. dopo richiudo il cancello e rimetto il lucchetto. Salgo le scale, ora vado con calma. Arrivo alla porta e mi trovo davanti Marika. -Ehi, ma che succede dov’eri?- -Ehm… Sì, Marika…- -Ma quello che ora è uscito era Tom?- -Non urlare, ché se so sente papà, m’ammazza. Comunque, sì!- -Oddio. Ma perché è venuto?- -Te lo spiego dopo. Ora andiamo a fare colazione.- -Ok!- Le faccio un sorriso poi entriamo dentro entrambe e chiudo la porta, poi ci avviamo verso la cucina. Appena arrivate corriamo a tavola per fare colazione.
Tom arriva tutto trasandato al pullman. Dà due colpi alla portiera. Gli aprono quasi subito. Sale velocemente. Bill gli si piazza davanti. -Tom, ma dove cazzo eri? Ti abbiamo cercato ovunque.- Gli fa, tenendo le mani sui fianchi e con un tono un po’ arrabbiato. -Ero da Mia.- Gli risponde. -Ah sì? Eri da Mia? E perché quando abbiamo chiamato Rosa lei c’ha detto che non eri lì?- -Perché nessuno sapeva che io ero lì!- -Addirittura! Allora hai orbitato!- -Bill, sono andato stanotte a casa sua. Non riuscivo a dormire allora ho pensato di andare da lei. Dopo un po’ mi stavo tirando indietro, ma l’ho vista che stava venendo qui e le sono andato incontro e così mi ha chiesto di andare da lei! Tra l’altro ha dovuto fare un casino per farmi tornare. C’era il padre e lei non voleva sapesse che io ero lì a causa del nostro abbigliamento.- -Davvero?- Bill non sa se credergli o no. -Sì. Cos’è? Non ti fidi più di tuo fratello?- -Ok, ti credo.- Bill fa per andarsene, ma Tom lo blocca prendendogli il braccio. Bill si gira di scatto e lo guarda negli occhi. -Bill, aspetta vorrei parlarti, a questo punto voglio che tu lo sappia.- -Ok, andiamo in sala relax.- Si dirigono entrambi verso la sala relax. Appena arrivati si siedono sul divano. -Allora, Tom, dimmi tutto.- Bill lo guarda con le braccia incrociate, aspettando di sentire ciò che il fratello ha da dirgli. Tom è abbastanza imbarazzato. Poggia il suo cappellino e la sua fascia sul divanetto. -Oddio, non so da dove iniziare. È una cosa che mi imbarazza tantissimo ed è una cosa che mai, prima d’ora, avevo provato nella mia vita.- -Cosa?- -Bill, mi sono innamorato… Di Mia!- Bill lo guarda stralunato, poi gli sorride e, alla fine, lo abbraccia anche. Dopo un po’ si staccano. -Oddio, fratellino, è una cosa stupenda! Io lo dicevo che prima o poi ti sarebbe successo. E, poi, Mia la vedo giusta per te.- -Lo credo anch’io. Io non mi sarei mai aspettato di innamorarmene. È una ragazza così dolce, solare, sensibile, bella, poi non è il classico tipo che si fa prendere in giro, quando deve, sa cacciare molto bene il suo carattere. Oddio, penserai che ho perso la testa! Ma è così, io la amo!- Gli dice mettendosi le mani in testa. -Tom, però voglio dirti una cosa!- -Cosa?- -ieri sera ho parlato con sua sorella e lei mi ha raccontato delle cose.- -Saranno le stesse cose che lei ha raccontato a me, solo che, forse, a me, Mia avrà raccontato sicuramente tutti i dettagli. Comunque, con questo che vuoi dire?- -Voglio dirti di non farla soffrire. Cerca di essere sincero con lei, di non farla soffrire e rendila felice. E se questo non vuoi farlo per lei, fallo almeno per me, che sono tuo fratello.- -Bill, io non riuscirei mai a farle del male. Io la amo da impazzire. Potrei morire per lei. Se stare con lei dovesse significare rinunciare alla mia carriera, allora io rinuncerei alla mia carriera senza pensarci nemmeno una volta. Bill, stanotte, quando ero da Mia, lei mi ha raccontato la morte di sua madre e s’è messa a piangere. Dopo un po’ mi ha dato un bacio e posso dirti che, se non l’avesse fatto prima lei, l’avrei fatto io. Con tutto questo voglio dirti, mio caro Bill, che il vecchio Tom, quello che faceva il playboy, è morto ora ce n’è uno nuovo che è serio, innamorato e, soprattutto, felice e sta’ sicuro che questo nuovo Tom non se ne andrà mai più.- -Di questo ne sono felice e, riguardo al fatto di rinunciare alla carriera, non penso che Mia ti chiederà mai di scegliere. Però devo ammetterlo Tom, sentirti dire che sei innamorato, è una cosa davvero molto strana.- -Posso immaginarlo, anche a me fa uno strano effetto dirlo. Su, fratellino, abbracciami ancora.- Bill obbedisce e lo abbraccia. Si stringono forte. Nel frattempo li raggiungono Gustav, Georg e Andreas. Appena li vedono si staccano da quell’abbraccio. -Ehi, Tom, ma dov’eri? Ti abbiamo cercato molto.- Gli fa Gustav. -Lo so, lo so. Comunque, ero da Mia. E vi dirò di più, sono innamorato di lei.- -Non è possibile!- Fanno Georg e Andreas. -Sì, ragazzi, è così.- Gli risponde Bill. -Il nostro playboy si è innamorato. E devo ammettere che a me piace molto la sorella.- -State facendo tutto in famiglia, eh? Ma un’altra sorella op magari una cugina per me c’è?- Fa Andreas. -Io mi sono accorto subito che a te piaceva, Tom. Ho notato come la guardavi e ieri, quando sono venuto da voi, stavate per baciarvi, e non osare negare l’evidenza.- Fa Georg. -No, non lo nego, ma devo aggiungere che per colpa tua non ci siamo più baciati. Comunque ci siamo messi insieme stanotte, a casa sua. Oddio, ragazzi com’è bello essere innamorati.- Dice Tom. E inizia a raccontare anche agli altri tutto quello che è successo durante la notte.
-Non so se stiamo insieme, Marika, ci siamo solo baciati.- Le faccio. -Ma per te, stare mettersi insieme vuol dire andare prima a letto?- Mi chiede. -No, non vuol dire questo, ma me lo dicevate voi che Tom era un gran playboy.- Le dico ancora. Dopo aver fatto colazione io, Marika, Rosa e Anto ci siamo messe in camera mia e le ho raccontato tutto quello che è successo stanotte con Tom e, ora, mi stanno riempiendo di domande. -Mia, ma cosa hai provato quando vi siete baciati?- Mi chiede mia sorella. -Io ero felice, anche se devo ammettere che quando l’ho baciato la prima volta ho pensato che mi respingesse.- -Ah sì? Perché?- Mi chiede sempre mia sorella. -Perché non sapevo se lo voleva o no. Insomma se gli piacevo mi avrebbe già baciata da un pezzo. Comunque, ho notato che nei baci c’era qualcosa… un sentimento che non sono riuscita a decifrare.- -Forse era amore?- Mi chiede Rosa. -Non so. So solo che quel qualcosa mi diceva che mi desiderava, che voleva baciarmi ad ogni costo.- -Allora è amore, Mia.- Fa nuovamente Rosa. -Oddio, Mia, hai una storia con un personaggio famoso, che, tra l’altro è il chitarrista di uno dei gruppi più amati in Europa.- Dice mia sorella urlando e, con lei, iniziano ad urlare anche le mie amiche. Poi tutt’e tre mi abbracciano forte e mi dicono: -Spero che ti vada bene, te lo meriti tutto questo e anche dell’altro.- Ci stacchiamo. -Ok, grazie, ragazze, grazie davvero. Ma non è ancora sicuro che stiamo insieme, oggi voglio parlargli.- -Perché?- Mi chiede Marika. -Perché può darsi che per lui siano solo dei baci senza senso e io non voglio soffrire come per Raoul. Appena gli avrò parlato, vi farò sapere… Ok, ora cambiamo coppia. Allora, Anto, che ci dici di te e Bill?- Le chiedo ridendo. E continuiamo a parlare e a ridere e a divertirci come matte. Senza pensare a niente e a nessuno.
Capitolo 13 Tom, Tom, Tom, Tom. Perché sono innamorata di lui e non di un altro? Magari di Raoul, anche se ho creduto di esserlo fino a poco tempo fa. Perché mi sono innamorata degli occhi castani di Tom, della sua bocca sottile,con quel piercing al lato sinistro che spicca da solo, delle sue mani da chitarrista, dei suoi rasta? L’unica risposta che mi viene in mente è “non lo so!”ed è proprio questo il bello dell’amore, non sai perché sei innamorato di una persona, non sai perché capiti proprio a te e non ad altri. Quando sono partita per Bologna pensavo che se non avessi avuto Raoul non avrei voluto più nessuno, ma non sapevo che andando a Bologna, sono andata incontro al mio grande amore. Non so come ho potuto pensare anche per un po’ che non mi sarei mai più innamorata. Ecco perché l’amore è imprevedibile, anche per questo. Tom. Tom che mi accarezza la testa con le sue mani da chitarrista, Tom che mi bacia con la sua bocca sottile, Tom che mi sorride tra un bacio e l’altro, scoprendo i suoi denti bianchi, Tom che mi sussurra parole dolci fra un bacio e l’altro. Tutto questo e altro è Tom e tutto questo lo sta facendo giusto ora. Sì, ora. Ora che siamo soli in camera mia, sdraiati sul mio lettino. Io con la mia testa sul suo petto forte, con le dita di una mano intrecciate fra le sue. Ancora non gli ho parlato di stanotte. Non gli ho ancora chiesto se stiamo insieme o no. Non sono ancora riuscita a trovare le parole giuste e ho troppa paura che mi possa dire che, per lui, quei baci non sono significati nulla, che non vuole una storia seria con me (anche se alla nostra età è molto difficile avere una storia seria!). devo pensare bene a quello che voglio chiedergli e rispondergli. Ma non mi viene niente in mente. Ok, basta, ora basta, o la va o la spacca. Lo guardo negli occhi. Anche lui fa la stessa cosa. -Tom, voglio parlarti.- -Ah sì? E di cosa?- -Di stanotte!- Mi metto seduta sul letto a gambe incrociate. Lui fa la stessa cosa. -Mia, c’è stato qualcosa che ho detto o ho fatto che ti ha dato fastidio stanotte?- -No, Tom, non mi ha infastidito nulla di quello che mi hai detto o che hai fatto stanotte.- -E allora? Cos’è?- -E’ stato tutto meravigliosamente bello ed è proprio questo il punto.- -In che senso? Spiegati meglio perché non riesco a capire dove vuoi andare a parare.- -Tom, sto cercando di dirti che tutto quello che è successo stanotte io lo stavo aspettando da molto tempo perché…- -Perché?- -Tom, io ti amo. Ecco, l’ho detto!- Ok, Mia, ti sei rovinata con le tue stesse mani. Complimenti, ora se ti umilia non osare lamentarti! Sta’ sicura che questo ora ti dice che è stato solo un flirt! Ancora non sono riuscita a trovare le parole giuste per dirgli quello che voglio davvero dirgli. Lui sorride. Ma perché ha sempre quel sorrisino preparato? Perché ad ogni cosa che io gli dico, lui fa sempre quel sorrisino idiota? -Mia, con questo che vuoi dire?- -Tomi, io conosco la tua fama di playboy e ho già sofferto in passato per dei ragazzi che non mi hanno mai voluta. È stato a te che ho dato il mio primo bacio.- -Mia, potresti arrivare al dunque? Stai facendo dei giri di parole enormi.- Ora Tom è serio. Finalmente ha capito he stavo parlando di una storia seria. -Ok, va bene! Io non so cosa hai stanotte e cosa provi ora per me ogni volta che ci baciamo o stiamo insieme e ora vorrei sapere proprio questo, cioè se per te stiamo insieme oppure questo è solo una storiella senza senso?- Tom torna a sorridere. Cazzo, ora gli do un pugno e gli levo quel sorrisino idiota. Io abbasso lo sguardo: non voglio incontrare i suoi occhi, mentre cerca di umiliarmi. -Finalmente sei arrivata al dunque. Ok, va bene! devo ammettere che non mi aspettavo che tu mi facessi una dichiarazione d’amore.- -Perché?- -Non lo so, so solo che se stanotte non mi avessi baciato tu per prima, io ti avrei bruciata sul tempo. Anche io desideravo baciarti da molto tempo. E posso dirti che anche io ti amo!...- Alzo lo sguardo di scatto rimanendo a bocca aperta. -…E questa è una cosa che non ho mai provato finora. Mi sono innamorato di te dalla prima volta che ha incrociato il tuo sguardo, ricordi? Quando ti coprii gli occhi credendo che tu fossi un’altra ragazza.- -Tomi, stai dicendo sul serio?- -Non mi piace scherzare su queste cose. I sentimenti sono sentimenti e giocando con essi si possono ferire gli altri. Mia, tu vuoi stare o no con me?- Lo guardo negli occhi. La risposta è chiara. -Sì!- Gli faccio felice. Gli salto addosso e o bacio. Una mano la mette dietro la mia nuca l’altra dietro la schiena. Un po’ alla volta la fa scendere verso il basso. Scende piano verso il basso, finendo sulla mia coscia. La rimane lì. Ogni tanto la carezza. Le mie braccia sono intorno al mio collo. Ho paura che se non lo stringo, potrei perderlo. Continuiamo a baciarci, con sempre più passione. Senza che noi ce ne accorgiamo la porta si spalanca. Uno schiarimento di voce di fa guardare verso essa. Bill e Anto sono sull’uscio a guardarci. Tom ha ancora la mano sulla mia coscia. -Oddio, ma state facendo un video porno in casa?- Fa Bill ridendo. -No, ci stiamo solo baciando.- Rispondo io, diventando rossa dalla vergogna per la posizione in cui ci troviamo io e Tom. Dopo un po’ scendo dal letto, indosso le scarpe e mi siedo sulla sedia. -Bill, dai, non stavamo facendo nulla di male.- Fa Tom, per discolparsi. -Ah no?- Dice Bill, mettendo le mani incrociate. -No, ci stavamo semplicemente baciando. Per fortuna che non ci avete scoperti stanotte, altrimenti mi denunciavate per molestie sessuali.- Gli fa ancora Tom. -Ok, ok, abbiamo capito. Comunque, Tom, eravamo venuti per avvisarti che è appena arrivato Saki con la tua Cardillac.- Gli dice mia sorella. Tom fa un urlo di gioia, poi scende anche lui dal letto e si mette le scarpe. Mi prende per mano e mi trascina con sé fuori dalla stanza. Arriviamo all’ingresso, Tom guarda in cucina: vede Saki seduto su una sedia. Mi lascia lì e va da lui. Si avvicina all’orecchio di Saki e gli dice qualcosa. Saki caccia delle chiavi da una tasca dei jeans. Tom le prende e ritorna da me, apre il cancello, mi ridà la mano e mi trascina ancora con sé. Non faccio in tempo a chiudere la porta che sono catapultata per le scale, rischiando anche di cadere. Usciamo dal cancello e giriamo a destra. Poi ancora a destra. La macchina di Tom è parcheggiata di fronte al mio garage. Proprio in quel momento passano per strada le mie peggior nemiche. Si avvicinano a noi. Ci guardano dalla testa ai piedi, soffermandosi sulle nostre mani intrecciate quelle di uno in quelle dell’altro. -Ehi, ragazze, ma questo non è il chitarrista del gruppo delle checche?- Fa una. -Prima di tutto “questo” ci chiami tuo fratello, seconda cosa, checche a chi?- Le dico. -Ai Tokio Hotel.- -Loro non sono checche, anzi sono uomini, uomini veri. E prenditi poca confidenza, ok? Non stai parlando con tua sorella.- -Oh, ma guardate come si incazza la bambina.- -Ti dico solo due cose: Fich Dich e Arschlock!- Le faccio. Prendo Tom per mano e ci avviciniamo alla macchina. -E che vuol dire?- Mi urla. Io e Tom entriamo in macchina non fregandocene di quello che lei continua a dirci. Tom mi attira a sé e mi bacia davanti agli occhi invidiosi di quelle lì. Ora so che in quei baci che mi dà c’è amore. -Mia, io non so quello che hanno detto quelle tizie poco fa, ma ti ringrazio per avermi difeso, so che erano delle offese contro me e il mio gruppo.- -Tomi, io ti amo, ok? E, quindi, ho il dovere di difendere te e il resto del tuo gruppo.- -Parli anche del gruppo?- -Sì, anche loro. …Allora! Torniamo a noi, dove mi porti di bello?- -Vorrei portarti in un luogo isolato.- -Perché?- -Vorrei insegnarti a guidare.- -No, dai, dici sul serio?- -Certo. Ora sei maggiorenne ed è un tuo dovere imparare a portare la macchina.- -Grande!- Gli indico la strada per il centro commerciale che si trova nel mio paese. In poco tempo arriviamo. Andiamo nel grande spiazzo affianco al campetto. Tom ferma la macchina al centro. Scende per fare il giro, mentre io passo all’altro sedile scavalcando. Tom si siede sul sedile affianco al mio. Mi sistemo meglio sul sedile. Metto in moto. Tom inizia a darmi delle indicazioni e dei consigli. Ogni tanto mette le mani sul volante per aiutarmi… E’ davvero un ottimo istruttore di guida: alcune volte sono davvero testarda, quindi lui è molto paziente. È molto comodo avere un istruttore come lui. Che fortuna che ho! Senza accorgercene passano due ore e mezzo e io mi sono già stancata di guidare. Tom insiste per farmi continuare, per lui sono abbastanza brava, ma sicuramente mi sta prendendo per il culo! Ok, basta! Mi giro verso lui e lo guardo, anche lui fa la stessa cosa. Gli salto addosso e mi metto a cavalcioni su di lui. Lo bacio. Per nostra fortuna i vetri dell’auto sono scuri quindi nessuno può vedere chi siamo e cosa stiamo facendo. Gli tolgo il capellino e la fascia da testa e li butto sui sedili posteriori. Lui ha una mano dietro la mia nuca e l’altra dietro la mia schiena. La mano dietro la schiena inizia a scendere giù pian piano, fermandosi di nuovo sulla mia coscia. La carezza e porta anche l’altra mano sull’altra mia coscia accarezzandomela. Le mie mani sono fra i suoi capelli. Continuiamo a farci trasportare. La bocca di Tom dalla mia bocca inizia a scendere sul mento, per poi andare a finire sul mio collo. Com’è bello essere baciati sul collo. La sua mano destra inizia a salire portandola sotto la mia maglia. Arriva al gancio del reggiseno. La stessa cosa fa anche con l’altra mano: cerca di slacciarmelo. i miei occhi si aprono di botto. La mia mano corre subito sulle sue per fermarle. Tom mi guarda, io guardo lui. -No, Tom, non me la sento ora!- Gli dico mortificata. -Ok, ok, ok, non preoccuparti.- Ci sorridiamo. Dio, quant’è figo? Torna a baciarmi, prima sulla bocca, poi di nuovo sul collo. Le sue mani tornano sulle mie cosce. Le mie le metto sotto la sua felpa: ha ancora un’altra maglia. Poggio la mia mano destra su una tasca del suo jeans. Ha qualcosa dentro. Infilo mano e tocco l’oggetto nella tasca: è tondo. Lo caccio, apro gli occhi e lo guardo bene. con mia grande sorpresa noto che è l’anello che non riuscivo a trovare sul treno quando sono ripartita. Il mio anello preferito. Come fa ad averlo lui? Tom non si è accorto di nulla. Lo stacco da me in modo brusco. -Ehi, cos’è questo?- -Come cos’è? è un anello, Mia, non si vede?- -Certo che si vede, ma noto anche che è mio. Come diavolo fai ad averlo te?- -Ok, lo confesso: l’ho rubato quando ti ho messo il bigliettino in tasca il giorno in cui sei ripartita.- -Perché l’hai fatto?- -Perché volevo a tutti i costi qualcosa di tuo.- -E non potevi chiedermelo invece di rubarmelo?- -Perché non sapevo se me l’avresti regalato.- Rimaniamo qualche minuto in silenzio a guardarci. Tom fa il viso più dolce che può, io, invece faccio il viso più arrabbiato che posso. -Davvero l’hai rubato perché volevi qualcosa di mio a tutti i costi?- -Sì. Allora, che fai, Mia, mi perdoni?- -Sì, ma lo faccio solo per questo motivo.- Ci sorridiamo e torniamo a baciarci e a stringerci e a perderci e a toccarci e a intrecciare le mani di uno in quelle dell’altro. Continuando così fino a sera. |
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