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Le nuove stelle del Rock : tokio hotel
Arriva in Italia la band che fa impazzire i ragazzi!
“Il vero bisogno dei giovani, la vera necessità, è la libertà. Quando manca, quando scarseggia bisogna andarsela a prendere. Solo se sei libero vivi bene”. Questo è il credo dei Tokio Hotel, la band di quattro ragazzi tedeschi che, nel giro di due soli anni, ha conquistato il mondo musicale europeo. Ed è sull’onda di questo credo che ora i gemelli Tom e Bill Kaulitz con Gustav Schäfer e Georg Listing si preparano a prendere d’assalto l’Italia con un minitour di tre date, forti di un successo che ha pochi eguali negli anni recenti : 4.300.00 dischi venduti tra i singoli (2.100.00) e album (2.200.00) ai quali bisogna aggiungere 700.000 dvd dei loro concerti. Nel nostro Paese il fenomeno Tokio Hotel ha raggiunto numeri altrettanto impressionanti : l’album “Scream” ha venduto circa 120 mila copie. Entrato nella Superclassifica a metà giugno 2007, non è ancora uscito dopo 40 settimane di permanenza. Per conoscere più da vicino il fenomeno musicale che propone un rock melodrammatico, con testi ispirati a temi anche forti, come il disagio giovanile, raccontati però con un linguaggio romantico caro agli adolescenti, siamo andati a Montpellier, città francese a 200 chilometri da Marsiglia, dove i Tokio Hotel si sono esibiti il 13 marzo davanti a una folla di 8000 giovani adoranti. Sorrisi è riuscito a incontrare in anteprima Bill e Tom Kaulitz, i gemelli diventati idoli di milioni di ragazze.
L’intervista:
S: Come vi siete conosciuti e come avete formato la band ?
B : “Bè Tom e io ci conosciamo da sempre: eravamo nella stessa pancia dato che siamo gemelli. Tom è nato dieci minuti prima di me. I nostri genitori si sono separati quando noi avevamo 6 anni. Invece Georg, il bassista, e con Gustav, il batterista, ci siamo conosciuti intorno ai dieci anni. Frequentavamo lo stesso circolo musicale. Ci aveva portati ; Tom e me, il compagno di nostra madre. Musicista appassionato, è stato lui a introdurci in questo mondo e a insegnarci a suonare. La passione per la musica ci ha uniti immediatamente a Georg e Gustav. Il merito di averci scoperto e lanciato come gruppo va invece a Peter Hoffman. Ci ha scovati nel 2002. Avevamo partecipato, mancando la vittoria per un soffio, a “Kinder Star Search”, un talent show della televisione Sat 1 riservata agli under 15. Rimase colpito dal mio look e dalla musica che facevamo. Ė stato lui a farci il primo contratto. Ci ha affiancato parolieri che in passato hanno lavorato anche con i leggendari Doors. Da lì è partita la nostra avventura”.
S: Allora vi chiamavate “Devlish” (demoniaco) poi siete passati a Tokio Hotel. Come mai ?
B: “Ci sembrava un nome più armonioso. Tokyo è una città che consideriamo all’avanguardia, moderna e aperta: un po’ come noi. Mentre gli hotel sono i posti che frequentiamo maggiormente. Certo più di casa nostra…”.
S: Bill dalle immagini di repertorio che mostrate anche durante il concerto si vede che già da giovanissimo avevi quella capigliatura da istrice e il trucco pesante. Quanto tempo dedichi alla cura del tuo look? Ti trucchi così solo per le esibizioni o esci anche così ?
B: “Di natura ho i capelli ricci e quindi passo ore a stirarli. Il trucco ormai fa parte del mio modo di pormi e sono così sempre, anche quando esco di casa in tuta e scarpe da ginnastica”.
S: Tua madre era una sarta : vi ha influenzati nel vostro abbigliamento?
B: “Ci ha trasmesso il gusto di personalizzare i vestiti. Tom e io l’abbiamo interpretato a modo nostro : io adoro le magliette e i pantaloni aderenti e un po’ appariscenti. Tom, in sintonia con i sui rasta, preferisce indossare camicioni e pantaloni oversize”.
S: Siete nati vicino a Lipsia, in una zona che fino al 1989, poco tempo dopo la vostra nascita, era considerata Germania dell’Est. Che cosa significa adesso per voi Est ?
B: “Come per tutti, anche per noi Est è solo una direzione geografica. Dopo l’uscita del nostro primo album ci siamo trasferiti con tutta la famiglia ad Amburgo. Viviamo nello stesso palazzo, ma in tre appartamenti diversi. Io lo divido con mio fratello Tom. Si lamenta perché occupo il bagno per ore …”.
S:Chi è il leader del gruppo ?
B: “Tra noi non c’è un leader. Nelle interviste, per comodità parlo io al nome di tutti. Forse perché, diversamente dagli altri, non sono un musicista ma canto. All’interno della band, ognuno è libero di esprimersi, di dire quello che pensa. Tra di noi c’è molta democrazia. Ė quasi impossibile litigare”.
S: Lo scorso anno tu e Tom vi siete diplomati. Avete deciso di continuare ?
B:”Anche se abbiamo sempre avuto voti buoni, per noi la scuola è sempre stata uno stress, una fatica. Ora che lavoriamo sodo, ci siamo diplomati con l’aiuto di internet, delle videoconferenze. E, per quanto riguarda la scuola, è un capitolo chiuso”.
S: Che voto avete preso alla maturità?
B: “L’1,8 ( in Germania i voti scolastici vanno dall’1 al 6, dove l’1 rappresenta l’ottimo e il 6 l’insufficiente)”.
S: Con l’inglese però non avete molta confidenza. Tanto che i vostri primi successi sono tutti in tedesco…
B: “Ė vero: l’inglese lo conosciamo a livello scolastico e neppure tanto bene. Ora come ora, tempo per studiare la lingua non ne abbiamo. Quindi, quando necessita, ci affidiamo a un interprete. Non è poi una cosa così grave”.
S: Nel vostro album avete iniziato a cantare anche in inglese. Ma i ragazzi preferiscono quando cantate in tedesco: a Montpellier il concerto è stato tutto in tedesco e il pubblico in delirio ha apprezzato molto.
B: “Quando ci siamo esibiti in Italia, lo scorso autunno, su 21 brani quattro erano in tedesco. Per far felici i nostri fan potremmo fare anche i tre concerti italiani nella nostra lingua madre. Ci possiamo pensare”.
S: Avete ricevuto critiche per il video di “Don’t jump”. La versione originale parlava di suicidio e la scena finale mostra te, Bill, che ti butti dal cornicione.
B: “Siamo stati fraintesi. “Don’t jump” non è un brano sul suicidio, è una canzone sull’amicizia. Su come un amico può aiutarti a riflettere per non commettere errori gravissimi. Però non siamo stati capiti. Per questo i nostri manager hanno preferito tagliare dal video quella scena. Il messaggio rimane quello iniziale: “Non arrendersi mai” ”.
S: C’è una canzone a cui siete più legati?
B: “Tutte per noi sono molto importanti. Tutte contengono un messaggio. Nei concerti mi soffermo su “Geh”. A volte anche se ci costa dobbiamo dire a chi ci sta vicino che , per il suo e il nostro bene, è meglio allontanarsi : è un invito ad essere sinceri”.
S:Le ragazze sono pazze di voi. Siete fidanzati?
B: “ Al momento nessuno di noi ha tempo per le donne”.
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